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mercoledì 4 ottobre 2017

Un aiuto per Pulce...Primo approccio, un po' traumatico, con la fisioterapia


E' lunedì 2 ottobre.
Come da agenda si parte in auto per Ancona tra i miagolii di protesta e gli sguardi inceneritori che Pulcetta mi rivolge per averla infilata e chiusa nel trasportino.



Luca ci accompagna alla clinica di Osimo dove ha anche sede l'ambulatorio FisioteraPet per l'appuntamento con la Dott.ssa Stefania Avolio.


Dopo un lungo colloquio in cui siamo stati informati su ciò che concerne la fisioterapia e le possibilità di ripresa di Pulce (considerate ottime), alle 14:00, a malincuore, lasciamo la piccola nelle mani fidate della Dottoressa, in quanto va ricoverata per motivi di lontananza. Da Martinsicuro a Osimo sono più di 100 chilometri e abbiamo valutato che sarebbe stato troppo stressante fare avanti e indietro per ogni seduta.
Mentre sono in treno la dottoressa mi invia un messaggio...



Eccola là, piccola, spaesata e triste Pulce, abbracciata alla foca bianca con cui gioca a casa e che le ho portato per farla sentire meno sola.
Comunque la Dottoressa la prende e se la coccola, riuscendo anche a farle la prima seduta di fisio e anche l'elettrostimolazione. E quando la lascia in giro perchè faccia conoscenza dell'ambulatorio e si ambienti un poco, lei subito va a nascondersi...



Il problema più grosso però è che Pulce non mangia. Ha mangiato a casa prima di uscire. A mezzogiorno, in casa di Luca e dei suoi amici ad Ancona, non ha voluto mangiare; la sera in ambulatorio ha rifiutato il cibo e la Dottoressa mi ha informata che l'aveva preparata per la notte mettendole anche le sue ciotoline con acqua e crocchette; ci siamo salutate speranzose che la mattina dopo la ciotola delle crocchette sarebbe stata sicuramente vuota.

Martedì 3 Ottobre.
Purtroppo questo è stato il messaggio che la Dottoressa mi ha inviato non appena ha preso servizio...





Pulce ha miagolato di continuo, non ha mangiato mai...si è sentita abbandonata.
Che volete che vi dica? Il primo treno utile che da Porto d'Ascoli va ad Ancona è mio!


Meno male che c'è Luca che mi accompagna; andiamo in ambulatorio, coccoliamo Pulcetta, lei mangia tutto e decidiamo con la Dottoressa di portarla a casa e tranquillizzarla.
Il che non è stato affatto difficile: non appena le ho aperto la porticina del trasportino è uscita e ha salutato Neve.
Poi è stato come se nulla fosse successo... Però non mi molla un attimo.
Ma non ho rinunciato alla terapia. Assolutamente.
Ci stiamo organizzando affinchè la prossima settimana facciamo le sedute con Pulce riportandola poi a casa con noi.
Sarà faticoso(oltre che dispendioso) ma va bene così...
A presto! #unaiutoperpulce

3 commenti:

  1. Povera Pulcetta! Ci deprimiamo noi umani in ospedale, pur facendocene una ragione, immaginiamo cosa possa significare per un animale. Un gatto poi che, com'è noto, si attacca molto alla casa oltre che al padrone.
    Hai fatto bene a riportarla a casa.
    Un abbraccio a te e a Pulcetta.
    Rosa

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    1. Ciao Rosa! Non pensavo che un micio fosse così sensibile. Mi sono dovuta ricredere su tante cose da quando ho trovato Pulcetta...

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